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Per tutto il mese di luglio la grande fotografia internazionale in mostra sul litorale laziale
FotoGrafia Litorale è un progetto ideato da Zoneattive e promosso dalla Regione Lazio e da Litorale Spa. Un felice connubio tra arte e turismo che coinvolge, per la prima volta insieme, alcune tra le più' interessanti e suggestive località turistiche del litorale in un progetto fotografico unico nel suo genere.
FotoGrafia Litorale è un evento centrale della politica di promozione della Regione Lazio per sviluppare e valorizzare il patrimonio storico artistico del litorale, raccontandolo e facendolo vivere attraverso la migliore produzione espressiva contemporanea.
Per tutto il mese di luglio le città di Tarquinia, Montalto di Castro, Terracina e Gaeta ospiteranno un progetto composto da quattro mostre, di cui tre presentate nella scorsa edizione del Festival Internazionale di Roma e qui riproposte in forma differente, assieme ad una assoluta novità. Un'occasione unica per rivedere il meglio della produzione internazionale in una cornice di grande valore.
Quattro esposizioni che reinterpretano, in maniera originale, l'idea del viaggio come mezzo per entrare in rapporto con altri mondi e identità parallele. Il viaggio come ricerca e scoperta dell'altro da sé.
Fotografia Litorale, realizzato anche grazie alla preziosa collaborazione delle Amministrazioni locali delle città coinvolte, è il primo progetto che segna l'evolversi di FotoGrafia da Festival a marchio di qualità nella produzione e promozione di arte contemporanea.
The Great International Photography on show along the Lazio seaside during the whole month of July
FotoGrafia Litorale is an idea of Zoneattive promoted by Regione Lazio and Litorale Spa. A happy marriage between arts and tourism that involves for the first time some of the most interesting seaside resorts and a unique photographic project.
FotoGrafia Litorale is a central event in the promotion politics of Regione Lazio to develop and give just value to the historical and artistical tradition of the seaside area.
For the whole month of July Tarquinia, Montalto di Castro, Terracina and Gaeta are each going to host 4 exhibitions, 3 of which were presented during the last edition of FotoGrafia International Festival of Rome, totally re-edited specifically for the occasion along with an absolute new proposal. A unique chance to see once again the very best of the international production.
The four exhibitions interpret the idea of journey in an original way, as the way to start an intimate relationship with other worlds and parallel identities. The journey is here presented as continuous research and discovery of the otherness.
Fotografia Litorale, realized thanks to the cooperation of the local administrations in the cities above mentioned, is the first project to witness the evolution of FotoGrafia from a festival to a quality brand for contemporary arts production and promotion.
Angelo Antolino
Sulla spiaggia

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Sulla spiaggia è un lavoro in bianco e nero condotto nell’arco di quattro estati (dal 2002 al 2005) presso alcune delle maggiori località balneari italiane. Il progetto nasce con l’intento di fornire un ritratto identitario collettivo, attraverso un luogo ricorrente nel nostro immaginario culturale, come archetipo di italianità, e di offrire una visione d’insieme capace di cogliere anche la specificità geografica e ambientale dei luoghi, quel variare repentino del paesaggio, così tipico della nostra penisola.
Esplosa la bolla della New Economy, l’immagine che emerge da questo reportage sulle spiagge, delle quali Antolino (1979) ha cercato di cogliere i vari aspetti, ponendo attenzione alla dimensione umana come al dato di costume, è quella di un Paese che pare essere tornato a fare i conti con una realtà più spartana, che si trova ad affrontare un costo della vita oramai insostenibile, dove il divertimento pare essere per lo meno ridimensionato.
On the Beach by Angelo Antolino (1979) is a B&W project, a collection of photographs taken over four summers (2002 to 2005) in some of the most famous Italian seaside resorts. The project was born with the aim of offering a collective identity portrait, through a recurring place in our cultural imagery that is also an archetype of Italianism. The other aim was to offer a complete view where geografical and enviromental details and the variety of landscape is perfectly rendered. Once the New Economy has burst into nothing, these images give us back the picture of a country that has gone back to a less mundane everyday life, where people need to struggle with the extroardinary high cost of life, and where enjoyment has at least been sized down.
Giuliano Matteucci
Bidonville cities

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Bidonville cities è un progetto in divenire che si propone di documentare dall'interno, tramite la distribuzione di macchine fotografiche usa e getta, la realtà delle baraccopoli nelle diverse società e paesi. Le baraccopoli di Bombay, Jakarta, Nairobi e Belgrado vengono così raccontate attraverso lo sguardo dei loro stessi abitanti, ragazze e ragazzi che mai avevano avuto a che fare, precedentemente, con la fotografia. Il lavoro, esposto qui in una breve selezione, non prevede in alcun modo di indirizzare i fotografi rispetto alla tecnica da utilizzare o ai soggetti da prendere in considerazione, ma si fonda sull'idea di un'espressività istintiva che consenta, per quanto possibile, il rivelarsi di una visione autonoma.
In collaborazione con Amref e Comunità di Sant’Egidio
Bidonville cities is an ongoing project that has the aim to document from the inside the harsh reality of slums in different countries and societies. The idea is to give young people living in the slums disposable cameras that they can use to take pictures of their own world. The slums in Bombay, Jakarta, Nairobi, Belgrado are therefore told through the eyes of their own inhabitants, young boys and girls that used photography for the first time in their life. The work - that is now exhibited in a small selection – does not pretend to address the work of the young photographers as to regards to technique or subjects to be taken into consideration, but it is founded on the idea of an instictive expressivity that leaves as much space as possible to the displaying of an autonomous vision.
In cooperation with Amref and Comunità di Sant’Egidio
Guy Tillim
Petros village

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Il Festival e la hanno inviato un grande fotografo sudafricano nelle aree del Malawi a rischio di carestia, dove ha scoperto e raccontato il senso sacro di un'ospitalità generosa, legata ad antiche usanze: i capotribù del villaggio di Petros ereditano la carica e il nome dallo zio materno, secondo la loro legge matriarcale “la vera casa proviene da tua madre”.
Il villaggio di Petros è situato al centro del Malawi, circa 50 km a nord della capitale Lilongwe. Organizzati in comunità rurali, ma non lontani dalla civiltà, i cittadini del villaggio fanno affidamento su un mercato locale, dove vendono tabacco e fagioli in cambio e coltivano granturco, loro alimento base. Nel 2004 non ha piovuto e il loro raccolto è andato perso, ma una carestia è stata evitata grazie all’aiuto della Comunità di Sant’Egidio, fra le altre. Quest’anno, come tutti gli anni, affrontano la consueta sfida con il clima, un’esistenza marginale e in balia delle contingenze, e un raccolto incerto. Il villaggio di Petros prende il proprio nome dal suo capo, Petros James. In accordo con la legge Chewa, ha ereditato la carica di capotribù non dal padre, ma dallo zio, il fratello di sua madre. Il figlio di sua sorella Neri erediterà il titolo da Petros e prenderà il suo nome, così come Petros l’ha preso da suo zio. Come dice Petros, i figli e le figlie di tua sorella sono i tuoi veri parenti, la tua vera casa proviene da tua madre.
produzione:
Zoneattive, Comunità di Sant’Egidio
in collaborazione con:
Facoltà di Architettura “Valle Giulia”,
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
catalogo – punctum edizioni 2006
In cooperation with the Sant’Egidio Community, the Festival sent a great South African photographer to areas in Malawi risking famine.
The village of Petros is situated in the middle of Malawi, about 50 kilometres north of the capital, Lilongwe. Organised in rural communities, but not far from civilisation, the farmers in this village rely on the local market, where they sell tobacco and beans and grow maize, their basic nutrient. In 2004 it ever rained and they lost their harvest, but a famine was avoided thanks to help provided by the Sant’Egidio Community. The village of Petros takes its name from the village chief, Petros James. In compliance with the Chewa law, he inherited his position as village chief not from his father, but from an uncle, his mother’s brother. The son of his own sister Neri will inherit the title from Petros and he will take his name, just as Petros took his from his uncle. As Petros says, the sons and daughters of your sister are your real relatives, your real home comes from your mother.
produzione:
Zoneattive, Comunità di Sant’Egidio
in collaborazione con:
Facoltà di Architettura “Valle Giulia”,
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
catalogo – punctum edizioni 2006
Giacomo Bersani e Gino Rebora
Vacanze in stile Touring

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1894: la bicicletta trasforma l’idea di vacanza e di viaggio. Il Touring Club (Ciclistico) è figlio e motore di questo cambiamento. Il successo è strepitoso: nel giro di 10 anni il Touring ha 50.000 soci che diventano 150.000 nel 1914 e 400.000 nel 1930. Alcuni di questi Soci hanno lasciato una traccia fisica dei loro viaggi attraverso la fotografia: tra questi Giacomo Bersani (1872-1957) bolognese, e Gino Rebora (1875-1938), milanese, vissuti tra Ottocento e Novecento e nutriti dalla cultura positivista e nazionale di stampo risorgimentale. L’archivio fotografico del TCI ne conserva le stampe originali inedite che in prima assoluta vengono esposte al pubblico. Di Bersani in particolare si potranno ammirare le foto scattate lungo due itinerari classici del ciclista inizio secolo: l’itinerario Torino- Pontremoli e la via del Gottardo da Bellinzona a Friburgo. Di Rebora invece sono esposte le foto e i relativi commenti da viaggiatore lungo le strade classiche del Mediterraneo, tra Grecia, Rodi ed Egitto, Libia, Tunisia ed Algeria, con piccole puntate a Venezia, Abruzzo e Sardegna, viste con uno sguardo particolarmente attento ai “tipi” umani.
In collaborazione con Touring Club Italiano.
1894: the bicycle transforms the ideas of a holiday or a journey. The Touring Club (Cycling) is the result and the driving force behind this change. Its success has been immense: in the course of 10 years the Touring counts 50.000 members that become 150.000 in 1914 and 400.000 in 1930. Some of these members have left tangible traces of their journeys through their photographs; among them Giacomo Bersani (1872-1957), from Bologna, and Gino Rebora (1875-1938), from Milan, who lived between the 19th and the 20th centuries. The TCI’s photographic archives preserve the original unpublished prints that are now exhibited here for the public. From Bersani's in paricular you will be able to admire the images taken along two classic itineraries of any cycling tour at the beginning of the century: the Torino-Pontremoli and the Gottardo's Route from Bellinzona to Freiburg. From Rebora's work we show images and comments of a journeyman along the classical roads of the Mediterranean, in between Greece, Rhodes, Egypt, Lybia, Tunisia, Algeria and Venice, Abruzzo, Sardinia, with an attentive glance on the human types.
In collaboration with Touring Club Italiano.
6-10 luglio
Tarquinia
ex chiesa di Santo Spirito
via delle Torri
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ore 18-24
ingresso libero
inaugurazione
6 luglio ore 20
13-17 luglio
Montalto di Castro
complesso monastico di San Sisto
piazzale San Sisto
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ore 18-24
ingresso libero
inaugurazione
13 luglio ore 20
20-24 luglio
Terracina
Porticato comunale
piazza Municipio 1
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ore 8-22
ingresso libero
inaugurazione
20 luglio ore 20
27-31 luglio
Gaeta
Museo diocesano e della religiosità del parco dei Monti Aurunci
piazza Cardinale De Vio
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ore 18-24
ingresso libero
inaugurazione
27 luglio ore 20